mercoledì 23 maggio 2012

Google Knowledge Graph adotta il metodo SEWCOM!

Diciamo che precorrere i tempi fa piacere, ma ancor di più se la conferma viene dalle nuove applicazioni di Google. E' uscita da poco, per ora solo per gli utenti anglosassoni ma si può provare qui, Google Knowledge Graph. Si tratta di una applicazione per rendere più facile ed intuitiva la ricerca su Web. Da Google: 

"Take a query like [taj mahal]. For more than four decades, search has essentially been about matching keywords to queries. To a search engine the words [taj mahal] have been just that—two words. But we all know that [taj mahal] has a much richer meaning. You might think of one of the world’s most beautiful monuments, or a Grammy Award-winning musician, or possibly even a casino in Atlantic City, NJ. Or, depending on when you last ate, the nearest Indian restaurant. It’s why we’ve been working on an intelligent model—in geek-speak, a “graph”—that understands real-world entities and their relationships to one another: things, not strings." 

Insomma è un po' quello che proponevo nel lontano 2002 nel mio articolo su TD - Tecnologie Didattiche: "Costruire mappe per cercare in Rete" e cioè usare la potenza cognitiva delle mappe concettuali per supportare il processo di ricerca delle informazioni su Web.  Diciamo che anche la scelta delle immagini per il video è così simile da risultare quasi sconcertante. Sopra le immagini del video di Google e sotto una delle immagini che utilizzo per spiegare il metodo SEWCOM, giudicate voi:
 


Google Knowledge Graph si basa sostanzialmente su di un processo successivo di disambiguazione e di ri-definizionesuccessiva  di aree semantiche specifiche, ad esempio libri se si cerca Charles Dickens ma edifici se invece cerchiamo informazioni Frank Lloyd Wright, visto che appartiene più all'area semantica degli architetti piuttosto che a quella degli scrittori. Nella scheda che appare alla destra di ogni query vi sono i link alle varie altre aree correlate che si possono esplorare.
Diciamo che Google Search Graph funziona ora abbastanza bene per persone e cose e un po' meno per concetti astratti, ma credo che le funzionalità miglioreranno presto. Peccato per la mancanza di una rappresentazione visuale in stile di vera e propria mappa concettuale. Arriverà anche questa? Quasi quasi scrivo a Google.

martedì 24 gennaio 2012

OpenClass!: la killer application per l'e-learning di Google e Pearson? Ovvero l'LMS è morto, ma cosa nasce?

Sarà la killer application che chiuderà l'era degli LMS?
Certo che quando Google e Pearson, famoso editore si mettono assieme, qualcosa di interessante ne potrebbe uscire...

OpenClass  nasce come struttura di integrazione con le Google Apps for Education, ci si entra semplicemente con l'account di Google. 
Le caratteristiche sono quelle di mettere a disposizione uno spazio collaborativo per gli studenti e gli insegnanti, creare ed editare corsi, interagire con tutte le applicazioni Google.


Le premesse sono interessanti veremo gli sviluppi. Qui la mia vecchia critica agli LMS, credo ancora attuale.

Dimenticavo...è gratis. Openclass.

giovedì 24 novembre 2011

EducaBerlin 2011

Anche quest'anno partecipiamo ad EducaBerlin presentando un intervento su
"Digital Storytelling for Math Learning".
Il tema è per noi particolarmente interessante in quanto avvicina due modalità di pensiero apparentemente alternative ma che si possono integrare efficacemente per migliorare la didattica e l'apprendimento della matematica.

giovedì 13 ottobre 2011

Nuovo Convegno sul Digital Storytelling - Padova 14 Ott. 2011

Metodologie narrative nei processi educativi e formativi: le potenzialità del Digital Storytelling - 14 Ottobre 2011 - Sala Nievo Palazzo del Bo' - Padova
http://www.educazione.unipd.it/digitalstorytellingandeducation/


Il 14 Ottobre abbiamo organizzato questo evento: come guest speaker siamo orgogliosi di annunciare Roger Schank che parlerà sullo "Story Centered Curriculum".


Molti altri interventi faranno il punto sullo stato dell'arte.



giovedì 18 novembre 2010

Didattica dei Social Software e del Web 2.0


Petrucco Corrado (a cura di)
Didattica del Social Software e del Web 2.0
Edizione 2010
Editore: CLEUP - Padova


Non è un caso che nella scuola e all'Università siano ancora poco utilizzati i Social Software e gli strumenti del Web 2.0: assieme a molti rischi essi offrono anche enormi potenzialità .
Il loro utilizzo costringe, infatti, a un coraggioso ripensamento della didattica, che si apre al mondo esterno e può far entrare in contatto gli studenti con comunità professionali e di pratiche che discutono e operano su artefatti concreti del mondo reale.

Questo testo presenta una raccolta di significative esperienze in questo senso, proponendo l´uso ragionato di Blog, Wiki, Wikipedia, Google Earth e altri software anche nei contesti formali dell'educazione e della formazione, nella prospettiva di favorire l'acquisizione di tutte quelle competenze digitali considerate ormai fondamentali per poter accedere alla Rete ed esercitare a pieno titolo i propri diritti di cittadinanza digitale.

martedì 28 settembre 2010

Progetto Didaduezero a Trento

Mentre gli studenti usano i social software al di fuori della scuola e ne fanno propri i contesti informali d'uso, è ancora molto raro che essi entrino a far parte della didattica come supporti specifici di attività curricolari.

Il progetto di ricerca-azione Didaduezero, attuato dall'Università di Padova - Scienze della Formazione - in collaborazione con l'IPRASE, ha voluto indagare sull'apprendimento nei processi informali e non-formali mediati dalle nuove tecnologie del Web 2.0 e su una loro possibile integrazione con quelli formali scolastici.

I primi risultati della ricerca, che ha coinvolto 8 Istituti della Provincia di Trento e ha previsto la creazione e la sperimentazione di ambienti di apprendimento attivo contestualizzati nel mondo reale e percepiti come utili a tutta la comunità, hanno evidenziato come sia possibile sviluppare una efficace integrazione fra scuola e territorio.

Seminario

"Social software e Web 2.0"
giovedì 30 settembre 2010 dalle ore 14.30 alle ore 18.30

Aula magna nord palazzo istruzione
Via Gilli n. 3 - Trento

14.30 Saluti
Marta Dalmaso, assessore all'istruzione e sport,
Provincia Autonoma di Trento

14.45 Introduzione ai lavori
Francesco Bailo, IPRASE

15.00 Interventi
Corrado Petrucco, Dipartimento scienze dell'educazione, Padova
Marina De Rossi, Dipartimento scienze dell'educazione, Padova

15.30 Presentazione Progetti scuole
I.C. Riva 2
I.C. Ala, I.C. Avio
I.C. Cles
I.I.S. Martini di Mezzolombardo
coordina Fabrizio Personeni, Dipartimento
scienze dell'educazione, Padova

17.30 Interventi
Daniela Ceccato, direttore dell'Ufficio sistema informativo e sviluppo progetti informativi, Provincia Autonoma di Trento
Italo Della Noce, direttore dell'Ufficio controllo tecnico, gestionale e programm. del SIEP, Provincia Autonoma di Trento

18.30 Conclusioni
Arduino Salatin, direttore dell'IPRASE

lunedì 21 giugno 2010

Piccole note riassuntive sul Convegno "Corporate Storytelling"


Piccole note riassuntive sul Convegno "Corporate Storytelling"


Voglio ringraziare veramente tutti, relatori e pubblico (che ha riempito la sala) per la partecipazione appassionata partecipata. Sono state raccontante (ed ascoltate) molte "buone storie" che ci hanno fatto riflettere su ciò che la narrazione fa emergere nei contesti aziendali, didattici e comunicativi.

Forse per qualche ora siamo stati tutti protagonisti di una "narrazione condivisa", cosa che di questi tempi, non è certo da poco.

Corrado


Interventi della Mattina (*)


Etienne Wenger, il famoso ricercatore che ha formalizzato il concetto di "Comunità di Pratica", ha conquistato tutti con la sua competenza e disponibilità. Nel suo intervento “The role of storytelling in communities of practice” ha illustrato come le diverse tipologie di narrazione possano nascere nelle comunità di pratica, contribuendo in maniera significativa al loro sviluppo.


Roberto Saracco, responsabile del Telecom Future Center di Venezia, ha parlato nel suo intervento “Raccontare il futuro che c'è già” delle difficoltà di una grande azienda di telecomunicazioni nel comunicare al pubblico il suo operato, essenzialmente fatto di chilometri di cavi, server e apparecchiature. Ha presentato il Future Center di Venezia, un luogo in cui l’azienda si racconta, in maniera originale e interattiva, presentando la sua identità e la sua visione del futuro.


Cristina Cocchetto “I processi di trasferimento delle competenze”, del gruppo COIN, ha parlato in termini entusiastici di un’esperienza dell’azienda che ha contribuito a riposizionare il brand e a integrare il cambiamento non solo in termini di immagine, ma anche di servizio ai clienti, attraverso una serie di iniziative di formazione interna che hanno trovato nel racconto e nella condivisione delle esperienze sul campo uno dei metodi più efficaci per rendere il cambiamento comprensibile e coerentemente applicabile a ogni livello dell’azienda.


Andrea Fontana “Storytelling: strategie e modelli di intervento della narrazione d’impresa”, dell’Università di Pavia, ha presentato una panoramica delle potenzialità dello storytelling in azienda, con particolare attenzione alla comunicazione con il cliente. Uno degli esempi proposti ha riguardato un “magalog”, ovvero un mix tra “magazine” e “catalog” che ha permesso a un’importante azienda di mobili di presentare i propri prodotti nel contesto di una storia.


Giuseppe Marcuccio "La costruzione della consapevolezza del proprio valore in azienda" di Intesa San Paolo Private Banking, ha condiviso un’esperienza del gruppo bancario in cui 52 dipendenti/manager hanno raccontato “quello che meglio sanno fare sul lavoro”. Molto interessante è stato il processo di analisi dei racconti che ha fatto emergere differenti percezioni e modi di rapportarsi sia con i clienti che con i colleghi.



Interventi del Pomeriggio


Antonino Mola, “La PA si rinnova: il digital storytelling nei portali della pubblica amministrazione”)della Regione Veneto, ha presentato un nuovo approccio della Pubblica amministrazione che vuole avvicinarsi alle esigenze del pubblico anche “raccontandosi” attraverso il digital Storytelling.


Fabio Grigenti “Il farmaco della parola” e Umberto Curi “Il pathos della narrazione”, docenti di filosofia dell’Università di Padova, hanno coinvolto il pubblico con due interventi di grande spessore culturale che hanno svelato le radici antiche della narrazione, utilizzata in chiave esplicativa e persuasiva.


Laura Ottaviani e Matteo Masiero “La narrazione come strumento di ricerca e atto rievocativo culturale” hanno presentato il progetto PARIMUN, un’esperienza di successo che ha coinvolto università e impresa, evidenziando l’importanza della formazione esperienziale nella gestione del cambiamento.


Claudia Stella, Generali Group Innovation Academy, nel suo intervento “Voci e volti di una storia
formativa: un’esperienza di storytelling per fare e misurare la formazione” ha illustrato un progetto che ha trovato nel Digital Storytelling uno strumento di grande utilità per far emergere percezioni, aspettative e pratiche. I filmati presentati al convegno hanno stupito tutti per la qualità e il forte impatto emozionale, frutto di un lavoro appassionato che ha coinvolto molti dipendenti dell’azienda.


Alessandro Cafiero, responsabile dell’AIF Veneto, nel suo intervento “Apprendere e comprendere consapevolmente l’organizzazione” ha portato un’esperienza di formazione che ha visto nello Storytelling un punto chiave per connettere temi, obiettivi e risultati.


Corrado Petrucco, Monica Campion e Vittorio Marone dell’Università di Padova, con il nostro intervento “Storytelling & Problem Solving: conoscenza situata, storie e problemi”, abbiamo introdotto le potenzialità del digital storytelling per il problem posing e il problem solving in azienda.



(*un grazie anche a Vittorio Marone per gli abstract)